Tasting

 

gelsomini gialli

“Giacomo aveva spesso notato che l’aria, con il passare delle stagioni, con l’alternarsi di sole e pioggia, esalava odori che catturavano la sua immaginazione. A primavera era un tripudio di aromi floreali. I più persistenti erano quelli di glicine, gelsomino, violetta e mughetto. L’estate portava con sé un carro di essenze vegetali: l’erba, la menta, il peperone e la salvia, ma anche le albicocche, le more e i lamponi. L’autunno suscitava in Giacomo una nostalgica sensazione di attaccamento alle radici della vita, con i suoi profumi di foglia stropicciata, di funghi, di mandorle amare, di confettura e di legna bruciacchiata. D’inverno, invece, era una festa di spezie: incenso, vaniglia, zenzero, cioccolato e liquirizia. Dalla natura ai vini il passo non era scontato”. #profumi #vini

 

Sant'Anna d'Alfaedo-20130623-00068

“Alla Mara non piaceva parlare. Figurarsi parlare male. Era pagata per lavorare, altroché. Mica aveva tempo da perdere, lei. La Mara manteneva la madre con lavoretti di ogni sorta. Quello che capitava andava bene. La vendemmia era una benedizione del Signore”. #valpolicella #veneto

 

Sommelier

“La voce calda di zio Edoardo distrasse all’improvviso Giacomo da pensieri che gli lasciavano sempre l’amaro in bocca e una sensazione di muta impotenza. Il ragazzo sollevò lo sguardo verso zio Edoardo con aria sorpresa. “Recioto Amarone?” ripetè automaticamente. Poi sorrise e disse: “Sicuro!”. In effetti, quel vino gli “parlava” come nessun altro. Anche se non l’aveva mai assaggiato” #amarone #winetasting

 

pesci

“I loro corpi si cercavano. Senza parole. Spesso, anzi, erano proprio le parole a dividerli. Per questo preferivano abbandonarsi al mistero di amplessi che non portavano mai alla luce i sogni. Illusioni sfuggenti come magnifici pesci, che si potevano intravedere oltre la superficie cristallina dell’acqua” #amore #caso

 

Faro di Capotesta

“Beatrice si stagliava erta come una gazzella su un dirupo, lo sguardo azzurro-marinaio e la pelle abbronzata fiera. In lontananza, alle sue spalle, si ergeva il faro di Capotesta, a rompere con la sua geometrica linearità l’armonia delle maestose onde di pietra”. #sardegna #cannonau

 

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“Nessuno può prevedere come nasce una storia d’amore. Non esiste un modo giusto o un modo sbagliato. Semplicemente almeno una delle due persone apre gli occhi sull’altra e la percepisce, nella sua magnifica unicità, con tutti i sensi. Si ciba delle sue parole per trarne piacere, accarezza il ricordo della sua immagine più volte, si tuffa nel suo sguardo per cogliere ogni remoto significato, ogni cosa non detta, ogni emozione non ancora espressa. Vagheggiando, giorno dopo giorno, visioni di un futuro insieme. Un domani in cui la sensazione talora opprimente di solitudine – che ogni essere umano custodisce in segreto fin dalla sua nascita – venga lenita dall’illusione di aver trovato un compagno di cammino. Non importa per quanto tempo. Non importa come. Quello che conta è il momento dell’incontro”.

by Monica, on 26 maggio 2015