Codice personale: profumo

profumo

 

Un uomo di circa sessant’anni entra in una profumeria. Ha le mani grandi e un corpo carico di rughe ma gli occhi brillano di una luce remota. Cerca la commessa come un’ancora ma dal tono si capisce che non ha mai avuto problemi a domandare o a fermarsi. Richiede una marca specifica di profumo. Quella e solo quella. Dice che è per regalarla alla moglie, perché quella e solo quella è la sua fragranza del cuore.

Ne sorrido perché sarebbe bello avere una certezza come lui. Sapere che quello è il tuo profumo e per di più, utilizzandolo spesso, arrivare a farlo sapere anche agli altri. Impiegarlo come una cifra distintiva, un biglietto da visita olfattivo, una etichetta personalissima, un richiamo amoroso per il tuo partner. E invece no, il destino mio e di molti altri è di non avere sicurezze, è di essere impegnati da anni in una ricerca nel mondo inenarrabile delle fragranze senza uscirne con una sola verità. Anzi. Sempre più curiosi, sempre più a caccia di buone nuove. Ogni profumo scandisce una fase specifica della vita e poi, rien ne va plus, è già passato remoto, si deve cambiare.

Se l’odorato è il senso più soggettivo che esista, il più veritiero, quello a cui non si possono raccontare bugie, condividere un profumo amato con un’altra persona è un matrimonio raro. Il profumo può essere usato infatti come ancoraggio personale per contrassegnare momenti positivi o indimenticabili, un marker di emozioni che si risvegliano ogni volta che lo si spruzza all’interno del polso. Più sognanti sono i momenti a cui si lega, più l’effetto sarà benefico, in ogni situazione.

Ma se al partner o al gruppo di lavoro quel profumo, data la implacabile soggettività dell’odorato, non piace? Se a una donna risveglia emozioni e stimola invece un uomo ad allontanarsi? Odore di conflitto nell’aria, e non è bello. Sensualità e appeal sminuiti anziché esaltati. E allora, come regolarsi?

Il profumo perfetto non esiste, tranquilli. Ma una piccola regola per capire se il profumo scelto è veramente il nostro c’è. La notte, prima di addormentarsi, quel profumo ci accompagnerà gentile dal collo dove ne abbiamo spruzzato un po’ la mattina, al guanciale, fino al mondo dei sogni. Sarà il nostro codice di ingresso delicato e dedicato in un’atmosfera comfort che si attiva in ogni situazione, quando stiamo bene o poco bene. Una piccola esperienza di Mindfulness espressa, in formato olfattivo.

Basta accostare il polso al naso e feedback positivi accorrono in nostro soccorso. Uno stato di relax e benessere si impadronisce di noi senza mediazioni. Proprio come l’olfatto, il senso che non ama la diplomazia e seziona gli odori in base a un inesorabile gusto individuale. O piace o non piace. Il che non è male nel teatro della vita online: finalmente liberi da finzioni o mediazioni nessuno  può più prenderci per il naso. Se non funziona possiamo sempre cambiare profumo.

 

by Monica Sommacampagna, on 18 ottobre 2016