#cisonoanchio nelle scuole

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Ogni presentazione del mio romanzo #cisonoanchio riserva sorprese. Ecco perché.

Mi piace ricordare i primi incontri a scuola, perché se scrivere narrativa è una passione, che coltivo sin dall’età di dieci anni, parlare dei personaggi, del motore della storia e dei temi che emergono con millennials, educatori, scuola e psicologi mi fa capire quanto ci sia di profondamente serio come questo libro, nato da tanti racconti con i ragazzi e le loro famiglie.

La scuola è l’habitat di elezione dove Asia, Gary, Mery e Isabella trascorrono la maggior parte del loro tempo. Di qui l’importanza di dialogare con le scuole, dove i millennials come loro crescono e imparano a studiare, a vivere e a fare inclusione.

Al Liceo Levi di San Pietro Incariano, il 7 febbraio, in occasione della giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo, alcuni ragazzi della prima superiore, hanno portato alla serata in Aula Magna il frutto della loro rielaborazione di alcuni momenti salienti del romanzo. Numerose le domande di ragazzi attentissimi e sensibili. Alcuni avevano allestito l’aula con disegni, altri hanno letto alcune pagine del libro, altri ancora hanno espresso alcune loro curiosità, in primis da dove è nata l’ispirazione per #cisonoanchio. Ne è nato un vivace momento di incontro, perché il romanzo è una sintesi di vicende che traggono ispirazione dalla realtà, da molte situazioni che i ragazzi vivono a scuola e a casa.

Questi nostri ragazzi che dalle cronache divorano serie Tv, si vestono allo stesso modo, cliccano sul web a caccia di popolarità,  in realtà non sono tutti uguali. Alcuni mi hanno stupito per il loro desiderio di un lieto fine sempre, di parchi verdi dove giocare ancora senza essere giudicati, di una famiglia che trovi momenti di incontro condivisi, una carezza, di credere nell’amicizia.

Al liceo scientifico Battaglini a Taranto, a inizio maggio, ho assaporato il loro entusiasmo. Negli occhi di alcuni brillava la timidezza delle idee nuove, quando in una società dura sin da subito, esitano a farsi strada perché non si vedono prospettive di occupazione e nell’adolescenza in cui germogliano i primi sogni, spesso rischiano di essere già frustrati dalla popolarità di altri sogni di silicone pubblicizzati online. Un sedicenne aspirante attore ha letto alcuni brani di #cisonoanchio con voce vivida e partecipe. Una ragazza che vorrebbe in futuro cimentarsi come giornalista ha interpretato Asia come se Asia fosse tra noi – ma forse, io ne sono certa, lei c’è e ci sarà sempre. Qualcuno mi ha chiesto se oggi ha senso credere nei sogni, lasciar volare le proprie aspirazioni. E le abbiamo fatte volare libere insieme.

L’esperienza alle terze medie della scuola di Ospedaletto e Sant’Ambrogio di Valpolicella, il 9 maggio, a conclusione della lettura del romanzo in classe mi ha sorpreso perché, avendo offerto ai ragazzi la possibilità di scegliere quali brani leggere e su cui riflettere, hanno optato per le parti più attuali. Non solo hanno posto Cheng e la ragazzina con difficoltà scolastiche Meri in un contesto di reale inclusione, ma hanno espresso pareri molto sensibili e maturi per la loro giovane età. Tutti hanno gradito il lieto fine del romanzo.

Nel buio di questa notte non vedo luce. Ma è bello concludere: E invece…

 

 

 

 

by Monica Sommacampagna, on 27 settembre 2018